giovedì 7 giugno 2007

Ogni sette di giugno (anno 2007)



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            nel buio di  campanelli d'argento
un brusire di segatura
ride
ad un suono d'allodole sfiorite

(lui è in una memoria  di sandali e sai
statuette e  aperte melograne  in chicchi )

l'acqua chiara dello specchio è una bolla
di sudore e
                     la sua faccia è lì,
dentro

                     una transumanza di
ricordi sfitti,
                      un estuario di risate all'interno, 

 una glaciale pagina  con che rabbia.


 formiche nere nere in fila a file
 unite,
 crepapelle di granelli
                                              nel riso che s'incolla,
aritmetica di tante infinità
  altre da noi ed altri ancora più in là, poi.

-poi
quello
 che
 è, 
 è che
 TU 
 non ci sei-

 



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