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Sulla strada,mezzo occhio
sul buio,il gomito
di luce è l'inferriata sovraportone
a portone chiuso.
La fuga del chiarore
e' un carico di bellezza.
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Toc,toc.
Permesso?
Avanti!
Trovo qui l'apoteosi del chiarore,il che' mi bussa,leggero pugno sulla spalla sinistra, e m'invita nel salottino piccolo,quello buono,a vestire la mente con cieli altri dai miei, mentre m'inerpico su,fino all'aureola a mezzaluna,altezza
Everest e più.
E sì, bisogna alzare gli occhi ancora, al di sopra delle trincee delle inferriate, che al di
sotto non si sa: il portoncino è serrato,sedotto dalla paura dell'ignoto.
-Il buio governa spietato-.
E quel verso de "la fuga del chiarore è un carico di bellezza" fa peso ,ma un peso che commuove, non saprei
perché. Insomma, ecco.