giovedì 1 febbraio 2007

assurdo scansionare metonimie




             

senza contare pagine   -o quadri-
che errano
tra una gazzarra -e, più ancora,-
tra sillabe in avanzo e anche commenti,
metonimie accennano le cadute
di punte d'ago in ego sradicato.
 
              Sulla ringhiera oscillante
                          il salto

privati di
orecchi  premurosi,

spalancati ai voli e alle cadute
 
                   -ormai lo so.  mi è risolutivo-
 
Rimuoviamo  il limite  parallelo e
diamo forma a un anello, sconfinato
                             agguato per le storie sane e fresche
d'immagini e impressioni, spacchiamolo
a metà
in rapida
           frastornata
fuga
da chi "inquadra"- con seduzioni
fatte di poco -a franare nel muto.
 
 
Vivere
è tantissimo di  più
che
PAROLE  vittoriose in un'angusta
dimensione di spazio dilatato
 e illusorio 
                  soffiato da un confine
 re mo to .--------   Su
                                  per   ando  la fatica
 di un dialogo
                         per intendersi meglio
nell'intrico  evidente di discorsi,
vivere interpretando l'altra parte ,
può pure essere un debole
impegno.
 
 
 

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