martedì 26 agosto 2008

Pizzicata di Sant'Alessandro


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e disimparo la luce, ferita
da sale e sabbia ,china su me stessa 
poi  sento una risposta a questi suoni
                               di poesia
          nella taranta che s'avvia
fra le urla di una piazza sconosciuta.

{ebbrezza nelle ombre che si fissano
 alle balconate basse,come ali
              sbigottite le inferriate per l'affaccio.
Ormai  bruciano tocchi d'ulivo. Il fumo incontra l'aria umida,insieme fanno una cupola alla festa.
E faville a ingoiare una lingua di carestia sempiterna,quella che stringe dolori e viaggi in altri lidi estranei.
E fiumi di salsa e  pizzichi di timo su pane raffermo. e  ancora timo.
Per sempre si ritorna in questa terra dalle finestre scure nelle facciate bianche, come orbite vuote
in volti scarni di vecchi;
 palme lontane  in fondo alla via e
                           fa  buio e siamo meglio noi stessi,di buio. Al fresco}

In un poeta che succede?  Ad un poeta che mente sul
suo amore?
 
Viene e guarda disperdere la notte:
il misterioso mercurio della danza converte
certe pagine di storia, certe lingue a neniare, in un esperimento capace di riflettere dolore e ghiaia,carrube e cani,bocche aride e spighe...
sulle molte immagini dei suoni di ruggine,dei rigagnoli svogliati,
                   di terre dove l'acqua dissolve le
verità del vino fingitore, dove ogni voce ha radici religiose.
e prefiche nere e fastidiose come voli di mosche
insidiose, stanno sui morti.

( schizzi di saliva  sfuggono ansimando
   e l'autore del vento del deserto s'inabissa con l'afa
     nei filari dell'uva dorata e Regina: fino a mattina
salirà un fumo spinoso )
 
Vieni a guardare disperdere la notte nei tamburelli,
nei sonagli,nelle nacchere ,   
                                                       nelle fratture della terra e
 tra le pietre a secco di quei muretti
                             disperati.
 
(nell'accorciarsi di luce ,noto che
pure.
quest'estate è finita,pure.Guarda che infinito
nella sua pelle luminosa di stelle e come sospira arresa alla frescura
quella giovane donna riccia )
 
 
 
 

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