domenica 1 novembre 2015

Capitombolo ii (novembre)

          capito(mbo)lo II
addì 1 novembre.


Tutti(i)Santi.
Già.
Come aveva spiegato la
SignoraMaestra Giovanna
TUTTISIAMOSANTI,per
oggi.
E noi bambine per un
giorno *dobbiamo
esserlo*.
*DOVETE*
(questo  era il pensiero
dal “buongiorno“ appena sveglie fino a sera,a seconda
che a parlarci fossero
-in ordine alfabetico-
la mamma
la nonna
il papà
la zia ospite...tutti impegnati ad impegnarci ad esser buonine e bravine(!).) Essere...

Buone,brave.

Riapro parentesi:

(Uhm  Però anche domani
co‘ ‘sta solfa,perché
domani 2 novembre
c‘é
Silenzio.Per i tuttituttimorti
E vabbè !)

Chiunque a farci gli
auguri.
Dopo la Messa.
Quindi in visita agli zii.(nell'ordine).
La signora che abita sola in fondo alla strada,i preti al convento,il *compare* che ancora aspetta il figlio,che torni dalla Russia,la vedova Merisi,gli altri zii,i cugini degli zii...
Anche per telefono.

“AUGURIAUGURIAUGURI
BUONONOMASTICO
A TUTTITUTTITUTTI.
I SANTI“.

A pranzo sugo,ma
con i funghi.
Merluzzo
nel vino dolce con patate
arrosto.
Per dolce, castagnaccio.

Quindi a prepararsi.
Per il giorno dopo,
quello di
Tuttituttitutti
          i morti.

Che stesse arrivando
una cosa speciale
lo capivi dalla nonna.

Che sciorinava tovaglie
riposte,sbuffava a certe
macchie gialle,ne lavava
una che
appendeva ai fili
sul terrazzo,ritirava nel
pomeriggio
e stirava perché
a sera,si doveva
“apparecchiare per
   i morti“.
(e quella tovaglia,*rinfrescata,lavata e riposta*sarebbe risbucata il giorno di Natale,bellabellabella)

La faccenda era lungaecomplicata assaiassa'...
Dalla notte di Ognissanti,"TUTTIISANTI" ,i diavoletti e demoniacci avevano campo libero-a loro modo maligno del Maligno(!)
sulla Terra dei vivi e fra la gente viva, per evitare che nascesse il Bambinello Divino nella notte di Natale.

Tanti espedienti
per far *dannare*
lapoveragenteviva
e quelli che avevano
famiglie nelle loro famiglie (!).
Una cosa i.nau.di.ta.
E pe.ri.co.losisssima.
Le *litiinfamiglia*.
Gli unici che potevano
far qualcosa per portar la pace
e sedarle,quelle liti...i familiari
amati defunti,gli scomparsi,i morti.Che.
Dall'aldila' tutto osservano dell'aldiqqua' (!)...
A volte vengono in sogno,prevedono,raccontano...ti obbligano ad andare in un posto strano che si chiama *banco del lotto*...aiutano.

E così si apparecchiava per i defunti di casa che, *solo* per la notte fra 1 e 2 novembre,avevano,DIRETTAMENTE dal buon Dio,il permesso di tornarci,a casa loro.

Per un saluto ai vivi e
per benedirli e proteggerli...sedendosi alla tavola,al "desco" familiare e quotidiano.Dove si pranza e cena.Dove ci si nutre per
vivere.
Tutelando la famiglia dal Maligno,*dai*Maligni.
Sostenendola e preservandola.


E a primo pomeriggio
si manovrava
sul como‘ del corridoio.

Lucidato a nuovo,
a destra la vecchia
“campana“ con la statua
della Madonna Addolorata
la stessa,in piccolo che esce
in processione a cercare
Gesù che soffre la notte
del giovedì santo.

(e già qui c‘era un
sentore di tragedia)

Davanti
portafiori
con (quegli orribili) piccoli crisantemi
gialli che la mamma
si coltivava in
terrazzo.

Il lumino ad olio,a debita distanza da
fiori e campana.

E,si capiva.
Tutto doveva essere
perfetto.

Apparte la puzza (!).

Di quel lumino
ad olio nel vecchio
calice rosso
sbreccato
(che.modestamente.
avevo rotto io
ad anni 5) il quale,
sfrigolando,
puzzavapuzzavapuzzava
di panzerotti fritti
per ore.

Puntualmente,ogni anno,
per evitarci quel cattivo
odore,
la mamma ne
comprava uno di cera
che la nonna sequestrava
per altri (mai saputi)
usi.

Tu la fuggivi,quella puzza,andandotene a giocare
altrove.
Poi,passandoci davanti per
caso...

Finalmente li vedevi,i.

m.  o.  r.  t.  i.
di famiglia.

Ovvero le foto
esposte lì,in bella vista
come carcerati all‘ora d‘aria,fuor dalla ex scatola delle scarpe,quella
(giustappunto)nera,
chiusa da un nastro di raso,
scippato ad una vecchia
coperta del corredo.
Qualche portaritratti
in argento con il
nonno con i baffoni,la
nonna un poco triste,e.
“Fotine“,foto piccine
delle persone che
erano mancate.
Quelle immaginette che
si inviavano ai parenti
del defunto, o
si distribuivano a fine celebrazione “trigesimo“,ai 30 giorni dalla morte,con la
immagine bella che viva e sorridente,con gli occhialoni
o i capelli freschi di parrucchiera...di chi (uomo
o donna) era scomparso
e,sotto,una
breve preghiera.


Guai a toccare.
Guai a chiedere.
Guai a fiatare

(‘ché a nonna venivano
subito gli occhi rossi
del raffreddore)

Guai.

Però.
Era a sera,dopo cena.
Che incominciava la
cerimonia.

Quando solitamente si
sparecchia e rigoverna
prima di andarsene
a nanna.

Succedeva...l‘insolito.
Nonna riapparecchiava
di nuovo.