venerdì 3 gennaio 2014

quel che rimane dopo 24 anni

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un torto fu,proprio tutto un torto
 fu,
quel di lucine a festa continuare
(dal porto appannato di notte
                        immensa)
a ridere e conversare sul
palco
(scenico,mio) di un dolore furioso.

                           
 La luna con lunga coda di seta
- soffio di fumo,alto. Sigaretta-
                                    AVVELENATA era 
la pena stessa
che annegava sulle reti sfondate.

Adesso.
Non mi ricordo più molto.
Oltre a quel puzzo e a ferirmi la vista 
il maglione di sangue arrotolato
come un papavero
                      non nato e rotto
lanciato,ignorato
in un angolo dell‘obitorio,poi.

Che...forbici in mano,stringendo gli occhi.
Di come... Passai tutta la notte
sull‘impalcatura del vuoto informe 
con la bocca di  caffè
 sassi e lacrime 
 sotto una coperta 

in de fi ni bi le 

tagliuzzando la pelle
per (io) sentirmi viva
nel dolore (mio) ortiche
il duello delle ore lunghe
 sino all'alba
in compagnia di me stessa,pazza.

Che se ci penso
TUTTO 
 mi fa male

 (ancora)
 di allora
  di quella notte , da sola
  in un naufragio di sangue.

))Accendo due lucine fra due angeli.((