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un torto fu,proprio tutto un torto
fu,
quel di lucine a festa continuare
(dal porto appannato di notte
immensa)
a ridere e conversare sul
palco
(scenico,mio) di un dolore furioso.
La luna con lunga coda di seta
- soffio di fumo,alto. Sigaretta-
AVVELENATA era
la pena stessa
che annegava sulle reti sfondate.
Adesso.
Non mi ricordo più molto.
Oltre a quel puzzo e a ferirmi la vista
il maglione di sangue arrotolato
come un papavero
non nato e rotto
lanciato,ignorato
in un angolo dell‘obitorio,poi.
Che...forbici in mano,stringendo gli occhi.
Di come... Passai tutta la notte
sull‘impalcatura del vuoto informe
con la bocca di caffè
sassi e lacrime
sotto una coperta
in de fi ni bi le
tagliuzzando la pelle
per (io) sentirmi viva
nel dolore (mio) ortiche
il duello delle ore lunghe
sino all'alba
in compagnia di me stessa,pazza.
Che se ci penso
TUTTO
mi fa male
(ancora)
di allora
di quella notte , da sola
in un naufragio di sangue.
))Accendo due lucine fra due angeli.((
