indosso abiti da cercatrice
di tepore
nella luce sfuggente
d'un aprile che abbraccia le rondini
e raccolgo capelvenere
nei ricami di un tufo chiaro
che si trasforma
per la pioggia
quando violenta, anche si
si disegnano mappe
effimere
sul riflesso delle nubi
a terra ,sudicie
ai piedi,tormento
nelle pozze grigie .
spunta un nuovo
verde di brevi foglie,si
insinua nelle crepe,esplode
sul marmo
che respira acqua.
parole non dette
-forse- nelle carezze sospese
di petali
sulla guancia di una statua,donna
senza fuoco alcuno,irrigidita per sempre tra alberi
che pungono il cielo.
da qui ,si trasforma tutto.